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Milano in stand by

Giovedì 20 Aprile 2017 – Giovedì 20 Aprile 2017

La Fondazione Corrente promuove la mostra Milano in stand by, a cura di Roberto Mutti, con opere di Luca Cortese, Francesco Fei, Barbara Falletta, Gianni Maffi, Pio Tarantini, Roberto Toja, Alessandro Vicario.

L’esposizione si inserisce nell’ambito di una più ampia riflessione sulle trasformazioni urbane della città di Milano, che la Fondazione Corrente ha portato avanti negli ultimi anni organizzando numerose mostre e conferenze su questo tema attuale.

Le città, come ogni organismo vivente, solo apparentemente sono uguali a se stesse: mutano pelle, cambiano in continuazione, si modificano pur conservando una precisa identità. Milano in questa fase storica sembra proiettata verso grandi trasformazioni indotte dal tramonto della centralità industriale e dalla conseguente necessità di trovare nuovi confini fisici e metaforici alla sua esistenza. Su tutto questo riflette, come è nella sua natura, la fotografia e questa mostra che raduna alcuni autori particolarmente sensibili al tema vuol essere per un verso un contributo e per l’altro una testimonianza di come Milano appare, non più quella del passato non ancora quella del futuro. Sullo Scalo di Porta Romana si è soffermato con immagini spettacolari Luca Cortese mentre Gianni Maffi ha scelto come soggetti privilegiati le stazioni di Greco, Lodi e Porta Romana riprese con una precisa connotazione classica. Anche Roberto Toja ha indagato sul tema sempre attuale del riutilizzo degli scali ferroviari fotografando quelli di Rogoredo e Santa Giulia cui ha aggiunto altre immagini del cantiere della Fondazione Prada mentre Pio Tarantini propone alcune sue suggestive riprese del’area Garibaldi e Alessandro Vicario le riprese a colori di un opificio abbandonato in sona Rogoredo. Una riflessione sulla costruzione dell’Expo caratterizza il contributo di Barbara Folletta che indaga anche con una ulteriore ricerca sulla Stazione Centrale. Completano la mostra un video di Francesco Fei sull’ex carcere di Bergamo, un tavolo in cui compaiono i provini da cui gli autori hanno scelto le immagini da esporre e le bacheche che raccolgono pubblicazioni con reportage della Milano storica per stabilire un ideale contatto con il passato. Sorprende, guardando queste immagini, la capacità della fotografia di uscire dai confini della pura riproduzione descrittiva per cogliere della realtà gli aspetti più fortemente evocativi trasformandosi così in strumento di indagine critica del reale.

La mostra è inserita nel circuito di Photofestival 2017.

L’iniziativa è realizzata con il contributo di Fondazione Cariplo

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