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Ernesto Treccani e Toni Nicolini. Il pittore e il fotografo

Mercoledì 24 Gennaio 2018 – Giovedì 5 Aprile 2018

La mostra, a cura di Jessica Corbelli e Fiorella Mattio, intende ricostruire i primi anni di amicizia fra il pittore Ernesto Treccani e il fotografo Toni Nicolini, nei primi anni Sessanta, valorizzando documenti inediti e finora poco esplorati.

Il percorso espositivo ricostruirà il rapporto di collaborazione tra i due artisti, sottolineando le affinità stilistiche e iconografiche delle loro ricerche e le potenzialità derivate dall’intreccio dei due linguaggi utilizzati, pittura e fotografia.
Già i primi anni della loro conoscenza sono caratterizzati da un ricco scambio culturale e artistico, che permette a Treccani di trarre ispirazione dalle fotografie di Nicolini, utilizzandole come appunti visivi per realizzare dipinti o opere grafiche, come i disegni sul capoluogo lombardo confluiti nel volume 1963: Milano dall’Ottocento al Duemila.

La fitta corrispondenza fra i due autori nei primi anni della loro conoscenza, tra il 1961 e il 1963, oltre a ricostruire tale rapporto, forniscono informazioni importanti sui primi progetti del fotografo, che, confrontati alle opere coeve del pittore, rivelano una forte affinità tematica e iconografica.
Le loro collaborazioni si consolidano maggiormente a partire dal marzo del 1963, al rientro di Toni Nicolini dal servizio militare. Durante i mesi immediatamente successivi, infatti, i due autori collaborano con grande sinergia alla realizzazione di vari progetti, dimostrando una grande intesa intellettuale e una forte affinità artistica: due esempi sono il manifesto dedicato alla morte di Julian Grimau – dirigente del PCE giustiziato per mano del governo franchista spagnolo – realizzato per un concorso indetto dalla Società di cultura di Genova, e l’opera presentata alla mostra Pittori d’oggi e la fotografia allestita presso il Centro Informazioni Ferrania di Milano, accanto a quelle di altri autori come Lucio Fontana, Gianni Dova e Luigi Veronesi. L’obiettivo della mostra era quello di presentare tramite una fotografia il mondo artistico di un pittore e Nicolini partecipa esponendo un’immagine raffigurante il parco Sempione, ispirata al dipinto Paradiso terrestre del pittore Ernesto Treccani.

In generale lungo il corso degli anni Sessanta i due autori hanno un vivace scambio culturale che permette loro di conoscere mondi diversi, da cui trarre idee per nuovi progetti. È questo il caso delle fotografie scattate da Toni Nicolini durante il viaggio intrapreso con Ernesto Treccani nel luglio del 1963 a Melissa, successivamente esposte alla prima mostra del fotografo, Luglio a Melissa, e utilizzate nel 1965 per realizzare con il pittore il racconto per immagini Da Melissa a Valenza, un’opera originale costituita da dodici fotografie e quattro dipinti assemblati per raccontare l’attualità dell’emigrazione dal Mezzogiorno, che permette inoltre di sottolineare le possibilità narrative della fotografia e di affermare come i due linguaggi utilizzati possano essere complementari. La realizzazione dell’opera si inserisce in un ampio contesto artistico e culturale, caratterizzato dalla ormai consolidata consapevolezza delle possibilità espressive della fotografia e da un rinnovato interesse per il mondo rurale e per le questioni di importanza sociale. Accanto a questo si collocano altri racconti, come il reportage sulla Marcia per la Sicilia occidentale del 1967, a cui entrambi partecipano, realizzando dipinti e fotografie.
L’attività collaborativa continua negli anni successivi quando Toni Nicolini viene coinvolto nel progetto della Fondazione Corrente. Egli contribuisce al suo sviluppo documentandone l’attività tramite suggestivi scatti fotografici poi raccolti nell’archivio Fondazione Corrente – Iniziative, e organizzando sia conferenze, che mostre volte a presentare anche la produzione fotografica di Ernesto Treccani, permettendo al pubblico di conoscerlo sotto un nuovo aspetto.

Affiancheranno le opere e le fotografie in mostra, materiali d’archivio, lettere manoscritte e il volume progettato dai due autori nel 1966, il numero 5 dei Quaderni di Imago, in cui la loro produzione viene messa a confronto.

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